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mercoledì 30 ottobre 2013

Koch Media presenta i nuovi capitoli della mitica saga di Final Fantasy a Lucca Comics and Games





Koch Media Italia sarà presente all’edizione  2013 di Lucca Comics & Games, 
il Festival internazionale dedicato al fumetto, al videogioco e all’illustrazione,
che si terrà a Lucca dal 31 ottobre al 3 novembre 2013.


Il pubblico di Lucca avrà la possibilità di provare in anteprima assoluta
 Lightning Returns: Final Fantasy XIII e Final Fantasy X|X-2 HD presso
 lo stand Koch Media (B907 - Padiglione Games/ Carducci). Tutti gli 
appassionati della saga di Final Fantasy ma anche tutti coloro i quali desiderano
 varcare la soglia del fantastico universo della serie che ha fatto la storia degli RPG, avranno la possibilità di “mettersi in gioco” grazie alle 7 postazioni messe a 
disposizione da Koch Media per l’occasione. E non è finita qui…abbiamo in 
serbo per voi tante altre sorprese con cui stupirvi!

Il conto alla rovescia è cominciato: l’universo di Nova Chrysalia ha solo 
13 giorni prima di essere distrutto… Tenetevi pronti a schierarvi al fianco
 di Lightning, leggendaria eroina di Ligtning Returns: Final Fantasy XIII  
(PS3, XBOX 360), per salvare quante più anime possibili in un mondo
 ormai vicino alla distruzione totale. Ligtning Returns: Final Fantasy XIII  fa
 parte della serie Fabula Nova Crystallis Final Fantasy, ma è un capitolo a sé 
stante dagli altri ed è incentrato sul personaggio di Lightning. Un secolo dopo gli avvenimenti di Final Fantasy XIII, la protagonista Lightning viene svegliata, e dotata
 di nuovi vestiti dal dio Bhunivelze, per compiere la sua missione divina: proteggere gli abitanti di Nova Chrysalia dalla fine del mondo.

Vuoi immergerti ancora più in profondità nel misterioso mondo di Lightning Returns:
 Final Fantasy XIII diventandone uno dei protagonisti? Allo stand B907 (Padiglione Games - Carducci), Koch Media renderà il tuo sogno virtuale, realtà. In un’area appositamente dedicata, sarà allestito un “Green Screen”, dove, chiunque lo desideri, potrà farsi immortalare nell’universo di Lightning Returns. Mettetevi in posa: il computer si occuperà del resto, lasciandovi un’originale foto-ricordo dell’evento!

Ma non è finita qui…per l’intera durata della fiera, sarà possibile tentare la
sorte e sfidare “La Luce dell’Alba”, una magica parete interattiva dedicata
 a Lightining Returns: Final Fantasy XIII, che in alcuni momenti del giorno,
si illuminerà. Il fortunato che si troverà davanti a “La Luce dell’Alba” nel momento
in cui si illuminerà, riceverà un fantastico premio. Vieni a trovarci allo
 stand B907 (Padiglione Games - Carducci), per provare a vincere un prezioso
 gadget di Lightning Returns: Final Fantasy XIII, in edizione limitata.

Gli amanti di Final Fantasy X e Final Fantasy X-2 non possono, 
poi, lasciarsi sfuggire l’occasione di provare in anteprima il nuovo 
Final Fantasy X| X-2 HD (PS3). Final Fantasy X|X-2 HD è, infatti, una compilation
 esclusiva per PlayStation 3 che contiene i due capitoli Final Fantasy X e Final
Fantasy X-2 in versione rimasterizzata in HD con texture in alta definizione,
 sequenze cinematiche riadattate, e non solo… in aggiunta ad un’altissima
qualità tecnica e grafica, offre curiosissimi contenuti extra. Non perdete
 l’occasione di rivivere questi leggendari episodi ricostruiti in alta definizione
 per rendere la vostra esperienza di gioco ancora più intensa.

Koch Media è pronta ad accogliervi allo stand B907 (Padiglione Games - Carducci)
per regalarvi un Lucca Comics  & Games davvero eccezionale, due anteprime
 che vi lasceranno senza fiato e tante incredibili sorprese  vi attendono!
Non mancate!

Need For Speed Rivals: Nuovo Trailer dedicato ad Ultimate Cars





Ecco a voi un nuovo video di NEED FOR SPEED RIVALS,
 uno dei titoli cross-generation più attesi visto che il gioco,
 oltre che su PC arriverà se entrambe le generazioni 

di console Microsoft e Sony! 

Prima di lasciarvi al filmato, vi ricordiamo che il racing 
di Electronic Arts arriverà il prossimo 21 Novembre su 
Playstation 3, Xbox 360, Playstation 4, Xbox One e
 PC e che potete prenotarlo da HAPPY GAME oppure online!

Oculus Rift anche mobile, ma solo per Android (update)


OculusVR ha annunciato per il prossimo anno la versione 
mobile dell'Oculus Rift. Sarà dedicata esclusivamente a
 dispositivi iOS.


Update: è il contrario, Oculus VR supporterà solo Android
. La fonte ha rettificato.

Oculus VR sarà desktop e mobile: il sistema di realtà
 virtuale che i gamers attendono da tempo sarà pronto per
 il 2014 in duplice versione: a quella tradizionale derivata 
dal developer kit in giro da un anno si affiancherà una versione
 consumer più leggera e pratica da collegare a smartphone e
 tablet Android iOS L’annuncio arriva direttamente da Brendan
 Iribe, CEO di OculusVR, nel corso del GamesBeat 2013.
 L’obiettivo è lanciare le due versioni di Oculus in contemporanea,
 ma la versione mobile potrebbe subire un leggero slittamento.

La scelta di Android iOS è forzata: secondo Iribe Google ha 
sviluppato il suo sistema operativo fornendo adeguato supporto
 per la realtà virtuale, mentre iOS non include librerie necessarie.

Non solo gaming però: Iribe ha parlato anche di possibili
 sviluppi in ambito Home Cinema, con la possibilità di sedersi 
“direttamente all’interno” di film, spettacoli e eventi sportivi. 
Oculus Rift, con una risoluzione adeguata e senza i problemi
 di refresh dell’attuale generazione potrebbe davvero trasmettere
 le emozioni di un evento Live stando comodamente seduti 
sulla poltrona di casa.

Senza 300 MB di patch, PS4 non legge i Blu-ray



Appena collegata la console, occorre scaricare 300 MB
 di patch che attiva molte funzioni, tra cui il Remote 
Play e la lettura di DVD e Blu-ray.

Le notizie relative a PlayStation 4, il cui debutto è ormai 
prossimo, sono letteralmente moltiplicate negli ultimi giorni,
 a partire da un aggiornamento da 300 MB necessario alla
 prima accensione della console fino a una policy (relativamente)
 complessa per la condivisione dei giochi scaricati da PSN.

Andiamo per gradi: appena arrivati a casa, sarà necessario
 scaricare una patch da 300 MB (la 1.5), patch che andrà ad 
attivare una serie di funzionalità molto interessanti e su cui
 Sony ha incentrato larga parte della comunicazione. 
Tra queste, il Remote Play su PS Vita e il pulsante Share 
che permette di registrare spezzoni di gameplay ed effettuarne
 l’upload per la condivisione con gli amici, così come la
 trasmissione in tempo reale via Twitch o Ustream.
 La medesima patch attiverà la funzionalità “Play as you
 download” per il cloud-gaming con tecnologia Gaikai e,
 grazie al rilascio delle rispettive app per iOS e Android, 
permetterà l’utilizzo dei dispositivi mobile come controller
 e display secondari, ovviamente solo con titoli selezionati.
 Sempre la stessa patch abiliterà il gaming multiplayer online
 e il supporto DVD e Blu-ray: in pratica, come sostengono
 (giustamente) molti commentatori, senza la patch PS4 non
 potrà avere larga parte delle funzionalità pubblicizzate dal
 momento della presentazione ad oggi.

Altra news interessante riguarda la policy di condivisione 
dei giochi, quella stessa policy che fu al centro della contesa
 tra PS4 e Xbox One all’E3 e che, a causa dell’estrema libertà 
concessa all’utente, diede a PS4 un vantaggio non indifferente
 rispetto al competitor (che poi fu costretto a svariati cambi in
 corso d'opera). Fermo restando che la possibilità di scambiarsi
 i giochi “fisici” non subisce nessuna modifica, per quelli 
scaricati via PSN la situazione è un po’ più complessa: in 
particolare chi possiede più console dovrà comunque eleggere
 la principale, i cui giochi verranno costantemente sincronizzati 
con PSN e chiunque potrà accedervi. Nel caso si possiedano 
più console, il gioco può essere scaricato su tutte, ma solo
 il titolare dell’account potrà accedervi e non sarà possibile 
usare più di due sistemi contemporaneamente, il principale 
e un secondario nel quale è stato effettuato il login.

PlayStation 4: mostrate le cover di Call of Duty: Ghosts e Killzone: Shadow Fall

 Ormai è da giorni che tantissimi accessori per PlayStation 4vengono mostrati all'interno dei negozi specializzati. Questa volta, invece, sono state scattate alcune fotografie delle custodie di due giochi particolarmente attesi: Call of Duty: Ghosts e Killzone: Shadow Fall.

Prenotate subito la vostra nuova PS4 ed il gioco KILLZONE
SHADOW FALL(esclusiva PS4!), da HAPPY GAME!
 (ultime console per il D1 disponibili!)

oppure prenotate ONLINE ai link seguenti:
  





martedì 29 ottobre 2013

Dragon Age Inquisition si mostra in un nuovo video

Sony ha pubblicato un filmato inedito dedicato a 
Dragon Age Inquisition, l'ultimo capitolo dell'acclamata 
serie di giochi di ruolo sviluppati da Bioware. Il titolo uscirà 
nel tardo 2014 su PC, Xbox 360, Xbox One, PlayStation 3 e 
PlayStation 4, ed il video in questione dovrebbe alleviare l'attesa.


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NBA Live 14: un video per il gameplay 5 contro 5

Electronic Arts e Sony hanno pubblicato un filmato decisamente 
interessante tratto da NBA Live 14, ultimo titolo della serie 
di simulazione sportiva ferma dall'anno 2009. Il filmato in 
questione ci consente prima di tutto di dare un'occhiata al 
gameplay 5 contro 5, e poi secondariamente di ammirare il
 comparto tecnico del gioco retto dal motore Ignite.
 Rimandandovi al trailer dopo la pausa, vi ricordiamo che
 il gioco è sviluppato da EA Tiburon, ed uscirà esclusivamente
 su Xbox One e PlayStation 4.


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Battlefield 4: versioni PlayStation 4 e Xbox One a confronto

La redazione americana di IGN ha pubblicato un video 
che mette a confronto Battlefield 4 su Xbox One e PlayStation 4.
 Le due edizioni sembrano sinceramente molto simili,
con la versione per la console Sony che può contare su 
una grafica leggermente più pulita e maggiormente definita 
in alcune situazioni.

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Battlefield 4 - Multiplayer - Recensione


Già rivelate in questi lunghi mesi d'attesa, il Battlelog e 
le sei modalità di gioco non sono certo delle vere e proprie
 novità. Per quanto riguarda il sistema di connessione alle partite, distinguiamo la piattaforma console da quella PC,
 essenzialmente perchè nel primo caso vi connetterete ai
 server direttamente dal gioco, mentre nel secondo userete
 uno dei tre browser supportati (IE, Firefox e Chrome) per
 potervi connettere. In ogni caso il Battlelog è uguale 
identico per ciascuna piattaforma: le opzioni sono molte, 
tra loadout, friendlist, achievement e server list. 
La progressione e le statistiche non si discostano molto da 
quelle a cui eravamo abituati con Battlefield 3, con la differenza
 che questa versione ci è parsa nettamente più rapida che in 
passato, soprattutto nel connettersi ai server impostando i
 filtri desiderati. Non vogliamo essere troppo ottimisti in ogni
 caso: l'ambiente in cui abbiamo testato i vari Battlelog per le
 piattaforme prese in esame (PC e PS4) era collegato via LAN 
coi serverDICE, e purtroppo dovremo aspettare il lancio per 
avere un'idea più precisa in merito ai caricamenti, piaga del
 capitolo precedente; ma le premesse in questo senso sono
 comunque incoraggianti. L'interfaccia in ogni caso è rimasta
 simile ma risulta leggermente più comoda come molti avranno
 potuto constatare durante la beta. Segnaliamo un layout dei 
tasti meglio concepito, l'opzione di entrare nel server direttamente
 come Commander(per le modalità che lo supportano, ovvero
 Conquest, Obliteration e Rush) e la possibilità di entrare in 
una mappa sandbox detta Test Range per provare i loadout e
 i mezzi in tutta libertà. E anche per configurare le opzioni di 
gioco, particolarmente importante per la versione PC data
 l'assenza di un menu esterno per settare i livelli di dettaglio 
e i bindings senza iniziare una partita. A questo proposito non 
capiamo la scelta obbligata dell'uso di un browser al posto del
 classico menu, dato che su console non è necessario e al
 Battlelog si accede comunque: davvero scomodo.
In ogni caso dovremo scegliere una tra sei modalità di gioco, 
delle quali proponiamo una breve descrizione. Vi anticipiamo 
che le nuove introduzioni sono due, Obliteration e Defuse. 
Conquest non ha bisogno di presentazioni: è la modalità 
principe di Battlefield che vede 32 o 64 (per Conquest Small
 o Large) giocatori conquistare quattro o sei obiettivi sulla
 mappa fino ad esaurire i cosiddettiticket nemici. Obliteration 
è la nuova introduzione per questo Battlefield 4, in cui una 
bomba viene messa sul campo di battaglia e le due fazioni 
devono prenderne possesso per far detonare uno fra tre 
obiettivi avversari. La bomba funziona come una bandiera, 
quindi chi muore trasportandola la lascia incustodita sul
 terreno di gioco. Dobbiamo ammettere che questa modalità
 ci ha convinto e offre sicuramente un divertimento più
 immediato rispetto all'incedere ragionato di Conquest, con 
inseguimenti rapidi e intercettazioni per sventare la minaccia
 o piazzare la bomba.


Domination, modalità introdotta col DLC Closed Quarters,
 è una sorta di Conquest su mappe piccole per partite fino 
a 16 giocatori, un vero e proprio susseguirsi di uccisioni e 
riconquiste che non lascia spazio di manovra, risultando molto
 divertente per partite leggermente più lunghe del classico Team
 Deathmatch. Defuse è la seconda nuova modalità introdotta
 in Battlefield 4, trasportando in sostanza Counterstrike in
 Battlefield. Due team di cinque elementi si dividono tra
attacco e difesa: quello in attacco deve piantare una bomba 
in una di due locazioni e proteggerla mentre sta detonando, 
mentre l'altro la deve disinnescare facendo piazza pulita degli 
avversari. Il respawn non è concesso e si gioca in 6 round totali
 (3 in attacco e 3 in difesa). Se Obliteration ci ha entusiasmato,
 trattandosi di un'ottima declinazione del Capture the Flag che
 sfrutta molto bene le meccaniche di Battlefield, questa 
Defuse proprio non ci è piaciuta. I problemi sono strutturali:
 se un team vince 4 round su 6 il server non è "abbastanza
 intelligente" da dichiarare la vittoria e si dovranno disputare 
comunque i due round rimanenti, con tempi d'attesa tra un 
round e l'altro inaccettabili, dato il metodo con cui Battlefield 
registra le statistiche in-game. Speriamo che vengano sistemati
 questi difetti, altrimenti prevediamo che poche persone giocheranno a Defuse.
L'ultima modalità degna di menzione (la sesta è infatti l'immortale
 e semplice Team Deathmatch con resapawn abilitato) è la famosa
 Rush, che tutti conosceranno essendo la più nota di Battlefield
 insieme a Conquest. Due team: uno in attacco e uno in difesa. 
Chi attacca ha respawn limitati e un tempo massimo per far
 esplodere due obiettivi nemici. Se ci riesce sbloccherà una nuova 
parte di mappa con altri due obiettivi da far saltare, per un totale
 di tre o quattro coppie per mappa. I ritmi sono una via di mezzo
 fra quelli di Conquest e il Team Deathmatch, dato che è possibile
 utilizzare un numero limitato di mezzi e le mappe sono più piccole.
A rendere veramente eccezionale Battlefield 4 non sono però le
modalità, certamente ben pensate ed esaltanti, ma le mappe.
 Un terreno di scontro sul quale Battlefield 4 fa piazza pulita 
di qualsiasi altro concorrente uscito fin'ora.

Come molti già sapranno le mappe di Battlefield 4 sono in tutto 
dieci enormi campi di battaglia disponibili per ogni modalità e
 ogni dimensione dei server. Premettiamo che questa volta 
anche su console next-gen (tutto tace per l'old-gen) disputeremo
 battaglie fino a 64 giocatori, atto dovuto che ha limitato 
fortemente gli utenti console nel precedente capitolo. A seconda 
della modalità e del numero di giocatori la mappa viene 
"tagliata" su misura, facendone giocare una determinata 
porzione prefissata. La vera novità in questo caso è la cosiddetta
 Levolution. Ogni mappa infatti ha un meccanismo per cui in
 alcuni game mode (i tre principali: Conquest, Obliteration e 
Rush) la conformazione del terreno cambierà più o meno 
radicalmente, alterando gli equilibri della partita. Ogni Levolution
 è in pratica uno script che viene attivato dagli stessi giocatori, 
usando determinati congegni al momento giusto o sparando 
a immense costruzioni con l'artiglieria. Il risultato è semplicemente 
fenomenale, garantendo una varietà incredibile nell'affrontare 
le stesse mappe più volte.


Siege of Shanghai conferma la bontà del map-design urbano,
 con l'evoluzione di distruggere un grattacielo nel mezzo della 
partita. Si tratta di una mappa spaccata in due da un canale 
e adatta agli scontri sulla media distanza.
Flood Zone invece, dalle dimensioni analoghe, è una di quelle
 che ci ha colpito di più. La sua Levolution è l'esondazione del
 fiume che la costeggia, allagando completamente la zona e
 cambiando radicalmente non solo gli obiettivi, ma anche i
 mezzi utilizzati. Partendo su un cingolato, finiremo per
 uccidere i nemici a bordo di mezzi anfibi e gommoni:
 semplicemente eccezionale.

Prosieguiamo con Dawnbreaker, ambientata a Singapore. 
Completamente urbana, è trapassata da un cavalcavia in
 mezzo ad altissimi grattacieli. Le aperture in ogni palazzo
 sono innumerevoli dando vita a scontri closed quarter 
senza sosta, mentre i mezzi terrestri mettono a ferro e fuoco
 le strade. La sua evoluzione è il crollo completo del cavalcavia
 che la divide, e lasciamo a voi il piacere di scoprire come 
fare per attivarlo. In definitiva Dawnbreaker risulta molto
simile a Siege of Shanghai, sebbene sviluppata molto più
 in verticale.

Lancang Dam è ambientata nei pressi di una gigantesca diga,
sulle coste della Cina.
E' caratterizzata da un obiettivo situato su un'isoletta al largo,
 molto difficile da catturare senza supporto navale. Nemmeno
 a dirlo, la sua evoluzione è la rottura della diga gigantesca 
che troneggia sull'intera mappa: un oceano d'acqua si 
scaraventerà su tutta l'area centrale (isola inclusa).
Zavod 311 è situata in una fabbrica di mezzi pesanti nelle
 foreste russe. Due obiettivi centrali simmetrici in due enormi 
palazzi vicini collegati da un ponte sul tetto, sono l'occasione 
perfetta per scontri dalla media distanza all'interno di edifici 
molto spaziosi. All'esterno invece si passa in mezzo alle foreste
 che limitano la visuale, permettendo solo a chi raggiungerà 
(e manterrà) il vantage pointsull'altissimo tetto della fabbrica 
di poter attaccare veramente dalla lunghissima distanza.
 L'evoluzione è la detonazione di una carica inesplosa in una 
delle due fabbriche, che sconvolge completamente il map-design 
centrale, rendendo contemporaneamente più difficile ai veicoli
 procedere.
Operation Locker è ambientata sulle montagne Kunlun in Cina 
e ricorda come strutturazione la vecchia Damavand Peak.
 La sua caratteristica è quella di avere stretti interni
(una prigione di massima sicurezza) e pochi esterni innevati,
 privi di qualsiasi costruzione e modulati solo dalle alture del
 territorio montagnoso. E' una mappa fortemente incentrata
 sugli scontri sulla breve distanza, mentre la sua evoluzione 
consiste nel far saltare in aria la grossa torre di controllo
 della prigione stessa, alterando permanentemente il dedalo
 di tunnel.

Hainan Resort è invece una mappa molto ampia situata in
 un complesso alberghiero di lusso in qualche isoletta del
 pacifico. L'uso di mezzi navali è essenziale per supportare 
i soldati a terra e prendere possesso dei colli di bottiglia
 caratterizzati dai ponti che collegano l'isola centrale alla 
massa di terra principale. Sull'isola è posizionato l'obiettivo
 più difficile da tenere, ovvero l'altissimo hotel sul quale 
piazzare in diversi punti i migliori sniper.
Rogue Transmission è una delle mappe più vaste in assoluto,
 situata in un'immensa pianura lievemente ondeggiante e 
caratterizzata da un'enorme parabola satellitare sotto la quale
 si trova una base militare. L'evoluzione in questo caso sono 
gli immensi pannelli dell'enorme parabola che si staccheranno
 una volta colpiti, rovinando pesantemente sui giocatori 
sottostanti e permettendo in seguito l'accesso diretto alla 
parabola stessa senza doversi paracadutare.
Golmund Railway è forse la mappa più vasta, caratterizzata 
da un paesaggio montano che dal basso sale verso le vette 
distanti. A monte troviamo due obiettivi da conquistare uno 
di fianco all'altro, in due cittadine quasi unite e totalmente 
distruttibili. Verso valle rimangono gli spawn point e altri 
punti di controllo, mentre durante tutta la partita un treno 
percorrerà i binari al centro. Il treno stesso è un obiettivo da
 mantenere, armato di postazioni fisse e capace di spostarsi
 costantemente da un lato all'altro della mappa, avvicinandosi 
di volta in volta al respawn principale di chi lo controlla dando
 un grosso vantaggio territoriale. Lungo la ferrovia sono situate
 cariche esplosive da azionare per rallentarne l'avanzata, 
permettendo agli avversari di riconquistarlo.


Chiudiamo infine questa lunga carrellata con la mappa che forse farà parlare più di sé insieme a Flood Zone e Golmund Railway. Paracel Storm è un perfetto connubio di combattimenti navali e terrestri, con condizioni atmosferiche variabili e una portaerei che si schianta sulla costa quando la tempesta tropicale raggiunge il suo apice. Si inizia con un paesaggio tutto sommato tranquillo, su un complesso di isolette ad arcipelago tutto circondato dal mare, completamente circumnavigabile. Gli obiettivi sono situati proprio sulle isolette, alcune dotate di ponti di connessione altre prive di qualsiasi collegamento. Dopo una decina di minuti di pace si scatena l'inferno: un uragano si abbatte sulla mappa, facendo naufragare una nave corazzata su una delle isole e mutando permanentemente il layout degli obiettivi. A colpirci maggiormente è però il mare: immenso, potente, senza freni. Quando si abbatterà l'uragano la visibilità si farà improvvisamente ridotta, mentre le onde che separano le numerose isolette talmente alte che spesso sarà impossibile colpire un avversario su un isolotto antistante. Muta così anche la manovrabilità dei mezzi navali, molto più difficile: un errore e ci ritroveremo arenati. Peccato a questo proposito sia assente un modo qualsiasi per disincagliare i mezzi navali e rimetterli in acqua, dato che è davvero fastidioso privarsi una motovedetta corazzata -dal respawn molto lungo- per un semplice errore.
Le mappe di Battlefield 4 sono in definitiva fantastiche, con l'unica eccezione di Lancang Dam che non ha particolarmente convinto, forse perchè molto standard e senza alcun punto di interesse decisivo. Tutte le altre, dalle nevi di Operation Locker ai mari di Paracel Storm, sono una lezione di map-design come da tempo non vedevamo per un titolo online. Il sistema delle Levolution è ben pensato e capace di galvanizzare per il mutamento sostanziale in ogni match. Anche considerando che solo le tre modalità più ampie possano godere appieno di tutte le feature di questo Battlefield 4, mentre solo alcune evolveranno nelle game mode dedicate a scontri più contenuti, Battlefield 4 non ha precedenti nella storia dei videogame.


Lungo le tre giornate di prova in quel di Stoccolma, un
 programmatore è passato a mostrare le funzionalità 
della modalità Commander tramite tablet. Ebbene sì,
 seguendo questa specie di moda frenetica delle companion 
app, anche Battlefield 4 arriva col suo software per iOS 
e Android, da usare rigorosamente tramite tablet. 
Collegando il device al nostro Battlelog (una procedura un 
po' macchinosa, dato che richiede un QR code e un input
 via joypad/tastiera) avremo accesso alla mappa strategica
 in qualsiasi momento, con i movimenti in tempo reale
 di compagni e nemici taggati, nonchè punteggi e delle 
statistiche completi. Visualizzare la mappa e le statistiche
 su un secondo schermo è possibile per ogni modalità e per 
chiunque, ma solo chi si loggherà come Commander avrà 
accesso alle funzionalità supplementari. Si tratta in pratica 
di dare la possibilità di segnalare le posizioni da difendere 
e attaccare a tutti giocatori della propria fazione e di circa
 11 abilità con cooldown da usare. Quattro di esse sono
specifiche per la fazione di appartenenza (tra Russia, Cina e USA);
 altrettante sono invece logistiche e comuni a tutte le fazioni,
 mentre le rimanenti dipendono dal possesso di determinati
 obiettivi sulla mappa. Per farvi qualche esempio, si può 
promuovere una squadra aumentandone gli attributi scelti
 nel loadout, far decollare un bombardiere con una potenza
 di fuoco devastante, effettuare diverse scansioni della 
mappa per cercare veicoli e fanteria e permettere a tutti
 di visualizzarli, oppure azzerare i tempi di respawn per 
qualche secondo. Il Commander Mode, sia chiaro, è utilizzabile
 anche in-game come negli altri capitoli della serie, solo
 che ammettiamolo: usare un tablet per comandare il proprio
 team risulta un tocco di classe non essenziale, ma decisamente galvanizzante per tutti i patiti di guerra.
Dobbiamo infine tornare sull'annosa questione del netcode. 
Rimanendo così folgorati dal map design e dalle modalità 
così ben coniugate fra loro, quasi dispiace dover parlare di 
una vecchia piaga della serie. Togliamoci il pensiero: non 
sappiamo se sia il netcode o cos'altro, ma spesso ci è sembrato
 molti colpi non andassero a segno, nonostante la mira 
perfettamente centrata. E non ci stiamo riferendo a tiri da 
cecchino sulla lunga distanza ma, ad esempio, a razzi
 teleguidati. Come se il gioco si incantasse al momento
 dell'impatto e non si ricordasse di un colpo perfettamente 
diretto verso il suo bersaglio, il quale tipicamente poco 
dopo ci ha massacrato con una raffica a bruciapelo. Si spera
 in una patch correttiva al più presto.

E' fuori d'ogni dubbio che Battlefield 4 sarà l'FPS online dei
 prossimi mesi. Il comparto online risulta fresco, frenetico
 e perfettamente godibile sia da chi preferisce gli scontri in 
ambienti stretti, sia da chi predilige le battaglie campali
 con mezzi e trentadue avversari da far fuori. L'unico vero
 difetto del multiplayer è ancora una volta il netcode, coi 
suoi ghost bullet che non arrivano al bersaglio e a questo 
punto non siamo molto ottimisti in un'inversione di rotta 
da parte di DICE. Nonostante questo la ricchezza dell'offerta 
multiplayer è semplicemente ineguagliata: l'alternarsi fra 
mezzi (bellissimo il nuovo carro da bombardamento M124) 
e sessioni a piedi, via terra, via aria e via mare, con 
condizioni di mappa variabili (Levolution) e un comparto
 tecnico d'eccezione non ha eguali. Riteniamo quindi che 
il titolo DICE non sia una rivoluzione o un nuovo messia, 
ma che sicuramente porti per via direttissima il genere 
degli sparatutto online verso il suo olimpo. Detto fuori dai 
denti, era dai tempi di Red Orchestra 2 che non ci divertivamo
 così tanto a fare piazza pulita degli avversari. Nonostante 
questa recensione sia divisa in tre parti, vogliamo mettere 
il nostro voto finale in fondo a questo articolo, per sottolineare 
che l'anima di Battlefield 4 pulsa in multiplayer e che chi 
cerca un'esperienza più intimamente solitaria forse farebbe
 meglio a rivolgersi altrove. Invitiamo comunque tutti a provare
 l'esperienza che offre questo titolo almeno una volta,
 perché battaglie così varie e ben descritte non le avevamo
 mai vissute.
VOTO GLOBALE 8.5

Assassin's Creed 4: Black Flag - Recensione


Assassin’s Creed 4: Black Flag giunge sugli scaffali costretto

 a confrontarsi con le altissime aspettative del pubblico. 
Trattandosi di una delle prime grandi produzioni cross-gen, 
chi si appresta ad acquistare Xbox One o Playstation 4 brama
 di assaporare con Black Flag la potenza del nuovo hardware;
 allo stesso tempo, specialmente dopo defezioni importanti 
come Watch Dogs e Drive Club, Assassin’s Cred 4 è chiamato
 a trainare le due line-up natalizie. Ubisoft deve infine riprendere 
in mano le redini della sua community, non del tutto convinta
 soprattutto dal setting piratesco di questa nuova incarnazione 
e alla ricerca disperata di qualche novità.
Recentemente invitati ad un evento review dedicato alla 
versione Playstation 4 di Black Flag, siamo rimasti impressionati 
nel constatare le qualità di un prodotto che sa ancora difendersi.
Supportato da un comparto narrativo brillante, il contesto storico
 di Black Flag ammalia e risalta: protagonisti e comprimari ben
caratterizzati ci permettono di immedesimarci nelle vicende 
senza difficoltà, mentre a livello ludico, per quanto la stanchezza
 di certe soluzioni si faccia sentire, l’ispessimento della 
componente free roaming dona varietà alla progressione.
Assassin’s Creed 4: Black Flag convince così anche gli scettici,
 rivelandosi un acquisto interessante per le festività natalizie.

Ubisoft ha svolto un ottimo lavoro nel caratterizzare plot e 
protagonisti di Assassin’s Creed 4: Black Flag, dimostrando 
grazie ad una vicenda sempre ben ritmata ed attraente di aver
 imparato molto dagli inciampi del recente passato. L'avventura 
di Black Flag non conosce tempi morti e non ci lascia letteralmente
 respirare, catapultandoci nell’azione sin dai primissimi istanti
 di gioco.
Nel corso delle prime fasi di gioco impariamo a conoscere
 Edward Kenway, il nuovo protagonista, inizialmente ignaro 
della secolare rivalità tra Templari ed Assassini. Proprio la 
neutralità del protagonista ha permesso al team di tratteggiare
 una personalità più “leggera”: impetuoso ed impulsivo, 
affascinato dall’idea di facili ricchezze piuttosto che dagli ideali
 di libertà ed uguaglianza dei pirati, quello di Assassin’s Creed 4 
è uno dei protagonisti caratterizzati meglio dell’intera saga. 
Ricordando vagamente la spavalderia dell’amatissimo Ezio 
Auditore, Edward Kenway fa subito breccia nel cuore del giocatore,
 mentre il plot alterna senza senza inciampi momenti di divertente spensieratezza ad altri decisamente più seri e profondi.
 E’ una personalità ricca di sfaccettature, impreziosita da un 
assortimento di personaggi secondari perfetti per metterla
 in risalto, ed inserita in una convincente storia di formazione.
La lotta tra Templari ed Assassini, focalizzata in questo 
capitolo sulla ricerca dell’Osservatorio (un luogo dal quale 
controllare l’umanità), rimodellerà in parte il carattere di Edward, avvicinandolo agli ideali dell’eroe moderno in maniera graduale
 e convincente, senza mai scadere nella banalità o nei facili 
moralismi. Osserveremo inoltre l'evolversi dell’intreccio stesso,
 forte di una sceneggiatura equilibrata e sempre capace di 
stuzzicare le corde giuste, che coinvolgerà il videoplayer evitando di appesantirlo emotivamente.
Interessante infine la caratterizzazione del “sottofondo 
piratesco”. Sperimenteremo in prima persona alcune delle 
vicende più importanti in quella che viene chiamata l’Età d’Oro
 della Pirateria, incontrando bucanieri e corsari famosissimi, 
scoprendo eventi meno conosciuti di quel decennio 
(che va dal 1715 al 1725), ed in generale incontrando
 un'ambientazione eccezionalmente densa di riferimenti, 
dettagli, curiosità.

Giungendo in chiusura di una generazione che lo ha visto l
etteralmente rivoluzionare il concetto di action game moderno
, Assassin’s Creed non poteva tradire sé stesso nemmeno in
 versione Next-Gen: Ubisoft ha dunque mantenuto inalterato 
il gameplay della sua saga di maggior successo, andando però
 a smussare gli spigoli di un terzo capitolo che non ha convinto
 integralmente i fan.
Il primo impatto sottolinea le solite dinamiche di combattimento
 un po’ logore, basate sui contrattacchi ma funestate da problemi
 ormai patologici della saga. l’IA predilige ancora una volta 
gli scontri "uno contro uno" nonostante la superiorità numerica,
 e a metterci veramente i bastoni tra le ruote sembrano più le
 lacune non del tutto risolte di un sistema di collisioni un po’ impacciatopiuttosto che l’aggressività dei nemici.
 Fortunatamente, grazie alle doppie spade ed alla possibilità
 di trasportare sino a quattro pistole, Edward è in grado di
 rendere i combattimenti più movimentati del solito, alternando combattimento ravvicinato ed eliminazioni a distanza. 
Qualche nuova animazione ed una maggior fluidità rispetto 
ad Assassin’s Creed 3 aiutano comunque solo in parte ad
 estirpare quella sensazione di esagerata potenza mista a 
limitata libertà d’azione che ha caratterizzato il combat
 system negli ultimi episodi della saga.


Anche senza intervenire in questo settore, con Black Flag
 il dev team ci ha dimostrato di poter arginare il problema,
 rendendo interessanti soprattutto gli approcci meno diretti.
 Assassin’s Creed 4 stimola il giocatore ad adottare spesso 
e volentieri un approccio furtivo, utilizzando convincenti
 elementi di level design, che sfruttano le particolarità 
dell’ambientazione per spingere ad agire nell’ombra.
I designer di Ubisoft Montreal hanno saputo trarre vantaggio
 soprattutto dalla vegetazione tropicale e dalle sue caratteristiche, 
inserendo spunti sempre coerenti per vivacizzare e rendere 
solido l’approccio stealth. Piazzati senza forzature in punti 
strategici, fitti cespugli ed arbusti ricurvi permetteranno ad
 Edward seguire le proprie prede con l’agilità che ha 
contraddistinto i suoi predecessori, sfruttando le onnipresenti 
lame celate, o nuovi strumenti come la cerbottana, per
 mettere fuori gioco i nemici. Il ventaglio di soluzioni a 
disposizione appare dunque piuttosto ampio: addormentare
 una vedetta, sfruttare i "dardi del furore" per scatenare
 l’ira cieca di uno dei soldati più coriacei oppure sfruttare 
semplicemente la vegetazione per passare inosservati? 
La scelta starà sempre e solo al giocatore.
Nonostante il ventaglio di possibili risoluzioni sia 
decisamente più ampio rispetto al passato,Assassin’s Creed 4:
 Black Flag mostra ancora qualche limite nella costruzione 
delle missioni principali. Se una buona parte presenta sviluppi
 articolati e variazioni ben congegnate, ne abbiamo 
sperimentate ancora troppe di semplice pedinamento, 
la cui lunga durata spesso spezza malamente i ritmi di 
una progressione altrimenti ben diretta. In questi casi, 
sebbene l’ottimo level design spinga a sperimentare soluzioni
 spesso non comuni e molto varie, l’attenzione del giocatore
 ed il suo interesse scendono irrimediabilmente. Rimanere
 a distanza, confondersi tra la folla ed ascoltare conversazion
 sono obiettivamente azioni ripetute sin troppe volte negli 
ultimi sei anni.


Ma è proprio qui che si inserisce l’asso nella manica di
 Assassin’s Creed 4: Black Flag: la Jackdaw. Le sessioni 
navali, riprese ed ampliate partendo dal terzo capitolo, 
si inseriscono nella mai quest di Black Flag e diventano
 ben presto persino il motore principale di una fase free 
roaming estremamente ricca e vivace. Oltre a spezzare 
efficacemente i ritmi delle missioni classiche, la nave si
 impone infatti come elemento fondamentale nell’economia
 esplorativa, permettendoci rapidi e mai noiosi spostamenti
 nell’enorme mappa di gioco. L’immediatezza di un sistema 
di controllo snellito e perfezionato ci permette di affrontare 
agilmente scontri ed inseguimenti, mentre tentiamo di 
arginare i pericoli di un mare indecifrabile. Le battaglie navali,
 tra brandelli di vele e scafi scheggiati, non hanno perso 
nemmeno un pizzico della loro verve, guadagnando anzi in
 varietà grazie all’introduzione dell’abbordaggio: alla guida
 della ciurma Edward potrà decidere se affondare 
definitivamente una nave spacciata o tentare di avere il 
sopravvento sul suo equipaggio, recuperando così l’intero 
bottino. L’elevato dinamismo di queste nuove fasi, durante
 le quali prendere il controllo del protagonista e saltare da
 un ponte all’altro per combattere tra proiettili ed esplosioni, 
rende meno monotona l’operazione di ricerca indispensabile
 per potenziare la Jackdaw. Metalli, legname, stoffe e quant’altro
 le stive di brigantini e fregate possano trasportare, saranno 
riutilizzabili per rendere l’inseparabile compagna di Edward 
sempre più pericolosa e resistente, nonché esteticamente
temibile (con paurosi intarsi o vele cremisi per mandare un
messaggio agli avversari). L’operazione di potenziamento, per
 quanto un po’ tediosa, appare assolutamente propedeutica 
alla progressione e all’esplorazione. Sopportando un pizzico
 di ripetitività raccoglieremo i frutti degli assalti, spingendoci
 sempre più in là nella mappa di Assassin’s Creed 4, carica
 come mai prima d’ora di segreti e attività secondarie.
Proprio l’esplorazione e lo svolgimento di incarichi secondari
 si dimostra tra i fattori chiave dell’ottima riuscita di questo
 Black Flag. Per quanto sia inevitabile la presenza di varie 
attività riciclate, bisogna ammettere che lo sforzo creativo 
del dev team in questo particolare frangente appare soddisfacente.
 Che ci si trovi in mare o sulla terraferma verremo costantemente
 bombardati da scrigni da saccheggiare, lettere in bottiglia 
recanti intriganti retroscena, mappe del tesoro da analizzare, 
relitti da esplorare e tanto altro ancora. La vera novità, in
questo senso, sono le fasi sottomarine. Integrate abbastanza 
bene anche nel corso della campagna principale risplenderanno 
seriamente nel corso dell’esplorazione dei relitti, quando Edward
 si immergerà grazie a tecnologie di fortuna e potrà osservare
 più da vicino una parte dei fondali marini. Lo spettacolo del
 colpo d’occhio è solo una delle tante chicche di queste particolari
 sessioni, durante le quali dovremo fare attenzione persino
 a squali e piranha sfruttando peculiarità stealth simili a quelle
sulla terra ferma, ma con animazioni dedicate.
In Black Flag, insomma, non manca davvero nulla: dai segreti 
dei Maya alla possibilità di giocare a dama nei bar, fino alla
 facoltà di cacciare e pescare in alto mare recuperando materiali
 utili al basilare sistema di crafting dell’equipaggiamento.
 A differenza dei precedenti episodi di Assassin’s Creed, 
in Black Flag tutti questi aspetti apparentemente “collaterali” 
appaiono integrati molto meglio nelle maglie della 
progressione, e questo rende Assassin’s Creed 4 un 
titolo più coeso e uniforme. 
A corredo di un’esperienza di gioco tra le più complete e 
convincenti della saga le nuove sessioni ambientate nel 
presente, alle dipendenze dell’Abstergo Entertainment.
Anche qui la scelta vincente è quella di iniziare molto 
alla leggera: impersoneremo un dipendente incaricato 
di scavare nelle memorie di un certo soggetto, per ricavarne
 una serie di trailer per un videogioco piratesco. Solo poi, 
e quasi casualmente, verremo a conoscenza che la compagnia
 nasconde dietro una spensierata facciata gli interessi templari
 riguardo all’Osservatorio, intraprendendo una serie di fasi 
investigative tutto sommato interessanti. La libertà di gironzolare
 negli uffici e maneggiare i computer dei colleghi ricalca in piccolo la componente esplorativa in ambito piratesco, con tanti segreti spesso divertenti da trovare, nonostante la serie di procedure di 
hacking sia invece legata ad enigmi piuttosto bruttini.
Nel nuovo capitolo di Assassin's Creed si trovano anche varie
 attività multigiocatore. La più interessante è sicuramente la 
gestione delle Flotta Navale: ad un certo punto nel corso 
dell’avventura ad Edward si presenterà l’occasione di reclamare 
la proprietà di un’isoletta che fungerà da covo segreto. Dovremo 
quindi gestire varie attività commerciali (molte dedicate al piacere dell’equipaggio), e potremmo varare una nostra flotta, da
ampliare poi con le navi depredate ma non affondate. Le 
meccaniche sono esattamente quelle viste nei precedenti episodi,
 e gli intermezzi gestiti tramite schermate statiche si rivelano
 piacevoli digressioni tra una battaglia e l’altra. Ma la vera novità
 è rappresentata dalla possibilità di interagire con i nostri amici, ostacolandone o condividendone i propositi pirateschi.
La Companion App, in questa fase, permette di gestire con 
comodità la nostra flotta, esplorare la mappa di gioco senza
 mettere in pausa e tracciare la rotta successiva con un 
semplice tap sul second screen. Un tipo di interazione
 sicuramente meno interessante rispetto a quella proposta da altri titoli (Watchdogs in primis).
Non poteva mancare ovviamente il multiplayer competitivo 
e cooperativo, che riprende la struttura del precedente capitolo.
 La prova in compagnia del dev team ha dimostrato che
 le modalità dove scovare ed assassinare un bersaglio oppure
 semplicemente nascondersi dalle brame sanguinarie della
 squadra nemica, per quanto possano funzionare, lasciano
 ancora una volta il tempo che trovano. Ritmi troppo diversi
 e la classica assenza di decenti premesse narrative rendono 
questo comparto ancora una volta totalmente accessorio,.
 L’impatto migliora nella modalità cooperativa Branco, che 
consente ai giocatori di unire le abilità dei loro avatar e
 raggiungere una serie di obiettivi comuni in un certo intervallo
 di tempo. Mappe piuttosto estese e la necessità di collaborare
 rendono questa sezione decisamente più accattivante rispetto
 a quella competitiva, che resta comunque troppo slegata 
dall’impostazione stealth di questo Assassin’s Creed 4. Troppo
 dunque il divario tecnico e concettuale per rendere la componente multigiocatore una parte fondamentale dell'esperienza di gioco.

Una delle caratteristiche più attese della versione Playstation 4
 di Assassin’s Creed 4: Black Flag, oltre alla presenza di Aveline 
ed all’ora di contenuti extra esclusivi, è senza dubbio la qualità
 dell’Anvil Engine nella sua revisione Next Gen.
Considerando questo come uno tra i primissimi titoli della 
nuova generazione possiamo dire che le differenze con la 
versione “current” da noi saggiata più volte si vedono
 immediatamente. Osservando il titolo in linea generale 
apprezziamo una maggior definizione delle texture ed una pulizia dell’immagine più convincente, che riesce a far emergere 
qualche particolare in più, ad esempio, sui già espressivi volti
 dei protagonisti. A stupire maggiormente è però la fluidità
 anche quando l’azione si fa più concitata. Un risultato che
 si paga probabilmente con l'aliasing che ancora si nota: 
rispetto ad altri titoli che abbiamo potuto testare sempre
 su Ps4, probabilmente Black Flag è quello che meno convince
 sul fronte del post-processing.
Una buona ottimizzazione e le potenzialità della macchina 
rendono Assasssin’s Creed 4 una vera scheggia in termini
 prestazionali, sia sulla terraferma che in mare aperto. Ed è 
il mare, in particolare, a rappresentare il punto più alto di 
questa versione Playstation 4. Il dettaglio di increspature
 e movimenti delle onde è semplicemente pazzesco, del
tutto differente rispetto alla controparte decisamente più 
piatta su PS3 ed Xbox 360. Grazie anche ad una perfetta 
gestione dinamica delle intemperie, in Black Flag il mare 
sembra un essere vivo ed indipendente, capace di imporsi 
prepotentemente nel corso di battaglie e sessioni esplorative
 e spazzarci via in un attimo. Navigando, gli eventi atmosferici 
casuali sono uno degli spettacoli più suggestivi e paurosi di 
Assassin’s Creed 4: quando la potenza del vento inizia a 
gonfiare a dismisura le vele e l’acqua ad infrangersi prepotente
 contro lo scafo c’è ben poco da fare. L’unica soluzione è 
limitare i danni, evitando di farsi spingere dalle raffiche contro 
gli scogli o di permettere ai cavalloni di ribaltare la nave
 prendendola su un fianco.


Eccezionale anche la qualità degli effetti particellari, tra schizzi 
d’acqua e schegge di legno che volano in ogni direzione.
 Effettistica in grande spolvero anche durante le battaglie marine, 
con il tuonare di spettacolari esplosioni a fare a pezzi il duro 
legno degli scafi e il fuoco a divorare le vele.
A spiccare, oltre ai meri tecnicismi, è ovviamente la caratterizzazione dell’ambientazione, frutto del lavoro congiunto dei sette team 
creativi che hanno realizzato anche questo capitolo. Le principali
 location di approdo in Assassin’s Creed 4: Black Flag sono L’Avana,
 Kingston e Nassau, alle quali è stata riservata la massima 
attenzione, per caratterizzare in maniera certosina ogni dettaglio, 
così da riproporre al meglio le peculiarità dell’epoca. Attraccando
 a L’Avana, ad esempio, ci accorgiamo del forte condizionamento architettonico subito dalla dominazione spagnola: palazzi, chiese
 e viali di impostazione ricca ed elaborata rappresentano un chiaro
 influsso del barocco europeo, come il Castillo del Morro sulla
 baia si affretta a sottolineare. La più pronunciata verticalità di 
L’Avana la rende per certi versi simile alla Firenze di Assassin’s 
Creed 2, mettendo in risalto scalate e balzi da un tetto all’altro
 come il terzo capitolo non era riuscito a fare.
Completamente diversa, ma non meno suggestiva, Nassau, 
primo esperimento di “governo libero” condotto da Barbanera,
Benjamin Hornigold, e Charles Vane. Ludicamente parlando
 Nassau assomiglia alla Masyaf dei primi episodi: piuttosto
 contenuta ma accogliente per ogni genere di pirata, ed ovviamente
 approdo sicuro per qualunque genere di fuggiasco dalla marina 
sventolante la Union Jack. Una grande differenza risiede però 
nella costruzione della location, qui d’estensione principalmente
 orizzontale e dunque senza veri spunti per l’arrampicata.
 Kingston e le decine di villaggi che la circondano stanno nel 
mezzo, mostrandoci un bell’equilibrio tra le due filosofie di 
gameplay: quella di Assassin’s Creed 2 votata alla verticalità
 e quella di Assassin’s Creed 3 ben più legata alla terra, come
 il suo protagonista. Quello tra le isole di Assassin’s Creed 4:
 Black Flag è dunque anche un viaggio culturale nel primo
 decennio del ‘700, capace di farci assaporare con maestria
avventure troppo spesso dimenticate.
Al di là del colpo d’occhio, nel corso della lunga prova 
abbiamo riscontrato ancora un paio di problemi a livello tecnico. 
La gestione imprecisa delle collisioni si traduce in un certo i
mpaccio durante le sezioni di combattimento più concitate, 
soprattutto quando sostenute sui ponti delle navi da abbordare, 
dove ostacoli, scale e dislivelli rendono i difetti ancor più evidente.
Venendo al comparto sonoro in Black Flag risalta soprattutto
 una soundtrack allegra ed incalzante, capace di sostenere 
con grinta i momenti più importanti a livello narrativo ed 
accompagnarci alla stessa maniera nelle imprese piratesche.
 Menzione d’onore per i tantissimi e divertentissimi canti, 
che allieteranno le nostre ore di navigazione a suon di improperi, 
amor patrio e volgarità assortite. Meno impeccabile di quanto 
ci aspettavamo, invece, il doppiaggio italiano. Francesco 
Pannofino ed Alessandro Capra su tutti svolgono un ottimo 
lavoro di caratterizzazione vocale per quel che riguarda 
Barbanera ed Edward, ma lo stesso non si può dire per
 tutti gli altri. Charles Vane presenta ad esempio una 
voce chiaramente forzata e poco espressiva.
Assassin’s Creed 4: Black Flag è senza ombra di dubbio uno
 dei migliori esponenti della saga. Ubisoft ha lavorato bene
 soprattutto nella caratterizzazione di protagonisti e comprimari,
 vicende ed ambientazione, che contribuiscono in egual misura
 a mantenere alto il tasso d’immersione e coinvolgimento.
 Ludicamente parlando puntare tutto sulla valorizzazione della
 componente free roaming ha dato per buona parte i suoi 
frutti, mostrandoci un episodio dalle dinamiche vivaci. 
Un capitolo tra i migliori e più completi della saga, che
 unisce alle venti ore di main quest almeno altrettante di 
“impegni collaterali” perfettamente integrati. Peccato solo
 che i difetti legati al combat system ed una struttura non
 sempre interessante degli incarichi principali non permettano 
a Black Flag, dopo tutti questi anni, di brillare come potrebbe,
 lasciandolo a pochi centimetri dalla vetta. Il trascinarsi 
di difetti storici e la stanchezza di determinate soluzioni non
 oscura in ogni caso un risultato estremamente positivo, 
valorizzato da una versione Playstation 4 che, in attesa 
del riscontro PC, dimostra un colpo d'occhio solido anche 
se non miracoloso.
Se siete dunque tra gli indecisi e non sapete letteralmente
 che pesci pigliare in ottica Next-Gen, noi non possiamo far 
altro che consigliarvi un’avventurosa navigata nei mari di
 Black Flag.

VOTO GLOBALE 8.7