martedì 29 ottobre 2013

Assassin's Creed 4: Black Flag - Recensione


Assassin’s Creed 4: Black Flag giunge sugli scaffali costretto

 a confrontarsi con le altissime aspettative del pubblico. 
Trattandosi di una delle prime grandi produzioni cross-gen, 
chi si appresta ad acquistare Xbox One o Playstation 4 brama
 di assaporare con Black Flag la potenza del nuovo hardware;
 allo stesso tempo, specialmente dopo defezioni importanti 
come Watch Dogs e Drive Club, Assassin’s Cred 4 è chiamato
 a trainare le due line-up natalizie. Ubisoft deve infine riprendere 
in mano le redini della sua community, non del tutto convinta
 soprattutto dal setting piratesco di questa nuova incarnazione 
e alla ricerca disperata di qualche novità.
Recentemente invitati ad un evento review dedicato alla 
versione Playstation 4 di Black Flag, siamo rimasti impressionati 
nel constatare le qualità di un prodotto che sa ancora difendersi.
Supportato da un comparto narrativo brillante, il contesto storico
 di Black Flag ammalia e risalta: protagonisti e comprimari ben
caratterizzati ci permettono di immedesimarci nelle vicende 
senza difficoltà, mentre a livello ludico, per quanto la stanchezza
 di certe soluzioni si faccia sentire, l’ispessimento della 
componente free roaming dona varietà alla progressione.
Assassin’s Creed 4: Black Flag convince così anche gli scettici,
 rivelandosi un acquisto interessante per le festività natalizie.

Ubisoft ha svolto un ottimo lavoro nel caratterizzare plot e 
protagonisti di Assassin’s Creed 4: Black Flag, dimostrando 
grazie ad una vicenda sempre ben ritmata ed attraente di aver
 imparato molto dagli inciampi del recente passato. L'avventura 
di Black Flag non conosce tempi morti e non ci lascia letteralmente
 respirare, catapultandoci nell’azione sin dai primissimi istanti
 di gioco.
Nel corso delle prime fasi di gioco impariamo a conoscere
 Edward Kenway, il nuovo protagonista, inizialmente ignaro 
della secolare rivalità tra Templari ed Assassini. Proprio la 
neutralità del protagonista ha permesso al team di tratteggiare
 una personalità più “leggera”: impetuoso ed impulsivo, 
affascinato dall’idea di facili ricchezze piuttosto che dagli ideali
 di libertà ed uguaglianza dei pirati, quello di Assassin’s Creed 4 
è uno dei protagonisti caratterizzati meglio dell’intera saga. 
Ricordando vagamente la spavalderia dell’amatissimo Ezio 
Auditore, Edward Kenway fa subito breccia nel cuore del giocatore,
 mentre il plot alterna senza senza inciampi momenti di divertente spensieratezza ad altri decisamente più seri e profondi.
 E’ una personalità ricca di sfaccettature, impreziosita da un 
assortimento di personaggi secondari perfetti per metterla
 in risalto, ed inserita in una convincente storia di formazione.
La lotta tra Templari ed Assassini, focalizzata in questo 
capitolo sulla ricerca dell’Osservatorio (un luogo dal quale 
controllare l’umanità), rimodellerà in parte il carattere di Edward, avvicinandolo agli ideali dell’eroe moderno in maniera graduale
 e convincente, senza mai scadere nella banalità o nei facili 
moralismi. Osserveremo inoltre l'evolversi dell’intreccio stesso,
 forte di una sceneggiatura equilibrata e sempre capace di 
stuzzicare le corde giuste, che coinvolgerà il videoplayer evitando di appesantirlo emotivamente.
Interessante infine la caratterizzazione del “sottofondo 
piratesco”. Sperimenteremo in prima persona alcune delle 
vicende più importanti in quella che viene chiamata l’Età d’Oro
 della Pirateria, incontrando bucanieri e corsari famosissimi, 
scoprendo eventi meno conosciuti di quel decennio 
(che va dal 1715 al 1725), ed in generale incontrando
 un'ambientazione eccezionalmente densa di riferimenti, 
dettagli, curiosità.

Giungendo in chiusura di una generazione che lo ha visto l
etteralmente rivoluzionare il concetto di action game moderno
, Assassin’s Creed non poteva tradire sé stesso nemmeno in
 versione Next-Gen: Ubisoft ha dunque mantenuto inalterato 
il gameplay della sua saga di maggior successo, andando però
 a smussare gli spigoli di un terzo capitolo che non ha convinto
 integralmente i fan.
Il primo impatto sottolinea le solite dinamiche di combattimento
 un po’ logore, basate sui contrattacchi ma funestate da problemi
 ormai patologici della saga. l’IA predilige ancora una volta 
gli scontri "uno contro uno" nonostante la superiorità numerica,
 e a metterci veramente i bastoni tra le ruote sembrano più le
 lacune non del tutto risolte di un sistema di collisioni un po’ impacciatopiuttosto che l’aggressività dei nemici.
 Fortunatamente, grazie alle doppie spade ed alla possibilità
 di trasportare sino a quattro pistole, Edward è in grado di
 rendere i combattimenti più movimentati del solito, alternando combattimento ravvicinato ed eliminazioni a distanza. 
Qualche nuova animazione ed una maggior fluidità rispetto 
ad Assassin’s Creed 3 aiutano comunque solo in parte ad
 estirpare quella sensazione di esagerata potenza mista a 
limitata libertà d’azione che ha caratterizzato il combat
 system negli ultimi episodi della saga.


Anche senza intervenire in questo settore, con Black Flag
 il dev team ci ha dimostrato di poter arginare il problema,
 rendendo interessanti soprattutto gli approcci meno diretti.
 Assassin’s Creed 4 stimola il giocatore ad adottare spesso 
e volentieri un approccio furtivo, utilizzando convincenti
 elementi di level design, che sfruttano le particolarità 
dell’ambientazione per spingere ad agire nell’ombra.
I designer di Ubisoft Montreal hanno saputo trarre vantaggio
 soprattutto dalla vegetazione tropicale e dalle sue caratteristiche, 
inserendo spunti sempre coerenti per vivacizzare e rendere 
solido l’approccio stealth. Piazzati senza forzature in punti 
strategici, fitti cespugli ed arbusti ricurvi permetteranno ad
 Edward seguire le proprie prede con l’agilità che ha 
contraddistinto i suoi predecessori, sfruttando le onnipresenti 
lame celate, o nuovi strumenti come la cerbottana, per
 mettere fuori gioco i nemici. Il ventaglio di soluzioni a 
disposizione appare dunque piuttosto ampio: addormentare
 una vedetta, sfruttare i "dardi del furore" per scatenare
 l’ira cieca di uno dei soldati più coriacei oppure sfruttare 
semplicemente la vegetazione per passare inosservati? 
La scelta starà sempre e solo al giocatore.
Nonostante il ventaglio di possibili risoluzioni sia 
decisamente più ampio rispetto al passato,Assassin’s Creed 4:
 Black Flag mostra ancora qualche limite nella costruzione 
delle missioni principali. Se una buona parte presenta sviluppi
 articolati e variazioni ben congegnate, ne abbiamo 
sperimentate ancora troppe di semplice pedinamento, 
la cui lunga durata spesso spezza malamente i ritmi di 
una progressione altrimenti ben diretta. In questi casi, 
sebbene l’ottimo level design spinga a sperimentare soluzioni
 spesso non comuni e molto varie, l’attenzione del giocatore
 ed il suo interesse scendono irrimediabilmente. Rimanere
 a distanza, confondersi tra la folla ed ascoltare conversazion
 sono obiettivamente azioni ripetute sin troppe volte negli 
ultimi sei anni.


Ma è proprio qui che si inserisce l’asso nella manica di
 Assassin’s Creed 4: Black Flag: la Jackdaw. Le sessioni 
navali, riprese ed ampliate partendo dal terzo capitolo, 
si inseriscono nella mai quest di Black Flag e diventano
 ben presto persino il motore principale di una fase free 
roaming estremamente ricca e vivace. Oltre a spezzare 
efficacemente i ritmi delle missioni classiche, la nave si
 impone infatti come elemento fondamentale nell’economia
 esplorativa, permettendoci rapidi e mai noiosi spostamenti
 nell’enorme mappa di gioco. L’immediatezza di un sistema 
di controllo snellito e perfezionato ci permette di affrontare 
agilmente scontri ed inseguimenti, mentre tentiamo di 
arginare i pericoli di un mare indecifrabile. Le battaglie navali,
 tra brandelli di vele e scafi scheggiati, non hanno perso 
nemmeno un pizzico della loro verve, guadagnando anzi in
 varietà grazie all’introduzione dell’abbordaggio: alla guida
 della ciurma Edward potrà decidere se affondare 
definitivamente una nave spacciata o tentare di avere il 
sopravvento sul suo equipaggio, recuperando così l’intero 
bottino. L’elevato dinamismo di queste nuove fasi, durante
 le quali prendere il controllo del protagonista e saltare da
 un ponte all’altro per combattere tra proiettili ed esplosioni, 
rende meno monotona l’operazione di ricerca indispensabile
 per potenziare la Jackdaw. Metalli, legname, stoffe e quant’altro
 le stive di brigantini e fregate possano trasportare, saranno 
riutilizzabili per rendere l’inseparabile compagna di Edward 
sempre più pericolosa e resistente, nonché esteticamente
temibile (con paurosi intarsi o vele cremisi per mandare un
messaggio agli avversari). L’operazione di potenziamento, per
 quanto un po’ tediosa, appare assolutamente propedeutica 
alla progressione e all’esplorazione. Sopportando un pizzico
 di ripetitività raccoglieremo i frutti degli assalti, spingendoci
 sempre più in là nella mappa di Assassin’s Creed 4, carica
 come mai prima d’ora di segreti e attività secondarie.
Proprio l’esplorazione e lo svolgimento di incarichi secondari
 si dimostra tra i fattori chiave dell’ottima riuscita di questo
 Black Flag. Per quanto sia inevitabile la presenza di varie 
attività riciclate, bisogna ammettere che lo sforzo creativo 
del dev team in questo particolare frangente appare soddisfacente.
 Che ci si trovi in mare o sulla terraferma verremo costantemente
 bombardati da scrigni da saccheggiare, lettere in bottiglia 
recanti intriganti retroscena, mappe del tesoro da analizzare, 
relitti da esplorare e tanto altro ancora. La vera novità, in
questo senso, sono le fasi sottomarine. Integrate abbastanza 
bene anche nel corso della campagna principale risplenderanno 
seriamente nel corso dell’esplorazione dei relitti, quando Edward
 si immergerà grazie a tecnologie di fortuna e potrà osservare
 più da vicino una parte dei fondali marini. Lo spettacolo del
 colpo d’occhio è solo una delle tante chicche di queste particolari
 sessioni, durante le quali dovremo fare attenzione persino
 a squali e piranha sfruttando peculiarità stealth simili a quelle
sulla terra ferma, ma con animazioni dedicate.
In Black Flag, insomma, non manca davvero nulla: dai segreti 
dei Maya alla possibilità di giocare a dama nei bar, fino alla
 facoltà di cacciare e pescare in alto mare recuperando materiali
 utili al basilare sistema di crafting dell’equipaggiamento.
 A differenza dei precedenti episodi di Assassin’s Creed, 
in Black Flag tutti questi aspetti apparentemente “collaterali” 
appaiono integrati molto meglio nelle maglie della 
progressione, e questo rende Assassin’s Creed 4 un 
titolo più coeso e uniforme. 
A corredo di un’esperienza di gioco tra le più complete e 
convincenti della saga le nuove sessioni ambientate nel 
presente, alle dipendenze dell’Abstergo Entertainment.
Anche qui la scelta vincente è quella di iniziare molto 
alla leggera: impersoneremo un dipendente incaricato 
di scavare nelle memorie di un certo soggetto, per ricavarne
 una serie di trailer per un videogioco piratesco. Solo poi, 
e quasi casualmente, verremo a conoscenza che la compagnia
 nasconde dietro una spensierata facciata gli interessi templari
 riguardo all’Osservatorio, intraprendendo una serie di fasi 
investigative tutto sommato interessanti. La libertà di gironzolare
 negli uffici e maneggiare i computer dei colleghi ricalca in piccolo la componente esplorativa in ambito piratesco, con tanti segreti spesso divertenti da trovare, nonostante la serie di procedure di 
hacking sia invece legata ad enigmi piuttosto bruttini.
Nel nuovo capitolo di Assassin's Creed si trovano anche varie
 attività multigiocatore. La più interessante è sicuramente la 
gestione delle Flotta Navale: ad un certo punto nel corso 
dell’avventura ad Edward si presenterà l’occasione di reclamare 
la proprietà di un’isoletta che fungerà da covo segreto. Dovremo 
quindi gestire varie attività commerciali (molte dedicate al piacere dell’equipaggio), e potremmo varare una nostra flotta, da
ampliare poi con le navi depredate ma non affondate. Le 
meccaniche sono esattamente quelle viste nei precedenti episodi,
 e gli intermezzi gestiti tramite schermate statiche si rivelano
 piacevoli digressioni tra una battaglia e l’altra. Ma la vera novità
 è rappresentata dalla possibilità di interagire con i nostri amici, ostacolandone o condividendone i propositi pirateschi.
La Companion App, in questa fase, permette di gestire con 
comodità la nostra flotta, esplorare la mappa di gioco senza
 mettere in pausa e tracciare la rotta successiva con un 
semplice tap sul second screen. Un tipo di interazione
 sicuramente meno interessante rispetto a quella proposta da altri titoli (Watchdogs in primis).
Non poteva mancare ovviamente il multiplayer competitivo 
e cooperativo, che riprende la struttura del precedente capitolo.
 La prova in compagnia del dev team ha dimostrato che
 le modalità dove scovare ed assassinare un bersaglio oppure
 semplicemente nascondersi dalle brame sanguinarie della
 squadra nemica, per quanto possano funzionare, lasciano
 ancora una volta il tempo che trovano. Ritmi troppo diversi
 e la classica assenza di decenti premesse narrative rendono 
questo comparto ancora una volta totalmente accessorio,.
 L’impatto migliora nella modalità cooperativa Branco, che 
consente ai giocatori di unire le abilità dei loro avatar e
 raggiungere una serie di obiettivi comuni in un certo intervallo
 di tempo. Mappe piuttosto estese e la necessità di collaborare
 rendono questa sezione decisamente più accattivante rispetto
 a quella competitiva, che resta comunque troppo slegata 
dall’impostazione stealth di questo Assassin’s Creed 4. Troppo
 dunque il divario tecnico e concettuale per rendere la componente multigiocatore una parte fondamentale dell'esperienza di gioco.

Una delle caratteristiche più attese della versione Playstation 4
 di Assassin’s Creed 4: Black Flag, oltre alla presenza di Aveline 
ed all’ora di contenuti extra esclusivi, è senza dubbio la qualità
 dell’Anvil Engine nella sua revisione Next Gen.
Considerando questo come uno tra i primissimi titoli della 
nuova generazione possiamo dire che le differenze con la 
versione “current” da noi saggiata più volte si vedono
 immediatamente. Osservando il titolo in linea generale 
apprezziamo una maggior definizione delle texture ed una pulizia dell’immagine più convincente, che riesce a far emergere 
qualche particolare in più, ad esempio, sui già espressivi volti
 dei protagonisti. A stupire maggiormente è però la fluidità
 anche quando l’azione si fa più concitata. Un risultato che
 si paga probabilmente con l'aliasing che ancora si nota: 
rispetto ad altri titoli che abbiamo potuto testare sempre
 su Ps4, probabilmente Black Flag è quello che meno convince
 sul fronte del post-processing.
Una buona ottimizzazione e le potenzialità della macchina 
rendono Assasssin’s Creed 4 una vera scheggia in termini
 prestazionali, sia sulla terraferma che in mare aperto. Ed è 
il mare, in particolare, a rappresentare il punto più alto di 
questa versione Playstation 4. Il dettaglio di increspature
 e movimenti delle onde è semplicemente pazzesco, del
tutto differente rispetto alla controparte decisamente più 
piatta su PS3 ed Xbox 360. Grazie anche ad una perfetta 
gestione dinamica delle intemperie, in Black Flag il mare 
sembra un essere vivo ed indipendente, capace di imporsi 
prepotentemente nel corso di battaglie e sessioni esplorative
 e spazzarci via in un attimo. Navigando, gli eventi atmosferici 
casuali sono uno degli spettacoli più suggestivi e paurosi di 
Assassin’s Creed 4: quando la potenza del vento inizia a 
gonfiare a dismisura le vele e l’acqua ad infrangersi prepotente
 contro lo scafo c’è ben poco da fare. L’unica soluzione è 
limitare i danni, evitando di farsi spingere dalle raffiche contro 
gli scogli o di permettere ai cavalloni di ribaltare la nave
 prendendola su un fianco.


Eccezionale anche la qualità degli effetti particellari, tra schizzi 
d’acqua e schegge di legno che volano in ogni direzione.
 Effettistica in grande spolvero anche durante le battaglie marine, 
con il tuonare di spettacolari esplosioni a fare a pezzi il duro 
legno degli scafi e il fuoco a divorare le vele.
A spiccare, oltre ai meri tecnicismi, è ovviamente la caratterizzazione dell’ambientazione, frutto del lavoro congiunto dei sette team 
creativi che hanno realizzato anche questo capitolo. Le principali
 location di approdo in Assassin’s Creed 4: Black Flag sono L’Avana,
 Kingston e Nassau, alle quali è stata riservata la massima 
attenzione, per caratterizzare in maniera certosina ogni dettaglio, 
così da riproporre al meglio le peculiarità dell’epoca. Attraccando
 a L’Avana, ad esempio, ci accorgiamo del forte condizionamento architettonico subito dalla dominazione spagnola: palazzi, chiese
 e viali di impostazione ricca ed elaborata rappresentano un chiaro
 influsso del barocco europeo, come il Castillo del Morro sulla
 baia si affretta a sottolineare. La più pronunciata verticalità di 
L’Avana la rende per certi versi simile alla Firenze di Assassin’s 
Creed 2, mettendo in risalto scalate e balzi da un tetto all’altro
 come il terzo capitolo non era riuscito a fare.
Completamente diversa, ma non meno suggestiva, Nassau, 
primo esperimento di “governo libero” condotto da Barbanera,
Benjamin Hornigold, e Charles Vane. Ludicamente parlando
 Nassau assomiglia alla Masyaf dei primi episodi: piuttosto
 contenuta ma accogliente per ogni genere di pirata, ed ovviamente
 approdo sicuro per qualunque genere di fuggiasco dalla marina 
sventolante la Union Jack. Una grande differenza risiede però 
nella costruzione della location, qui d’estensione principalmente
 orizzontale e dunque senza veri spunti per l’arrampicata.
 Kingston e le decine di villaggi che la circondano stanno nel 
mezzo, mostrandoci un bell’equilibrio tra le due filosofie di 
gameplay: quella di Assassin’s Creed 2 votata alla verticalità
 e quella di Assassin’s Creed 3 ben più legata alla terra, come
 il suo protagonista. Quello tra le isole di Assassin’s Creed 4:
 Black Flag è dunque anche un viaggio culturale nel primo
 decennio del ‘700, capace di farci assaporare con maestria
avventure troppo spesso dimenticate.
Al di là del colpo d’occhio, nel corso della lunga prova 
abbiamo riscontrato ancora un paio di problemi a livello tecnico. 
La gestione imprecisa delle collisioni si traduce in un certo i
mpaccio durante le sezioni di combattimento più concitate, 
soprattutto quando sostenute sui ponti delle navi da abbordare, 
dove ostacoli, scale e dislivelli rendono i difetti ancor più evidente.
Venendo al comparto sonoro in Black Flag risalta soprattutto
 una soundtrack allegra ed incalzante, capace di sostenere 
con grinta i momenti più importanti a livello narrativo ed 
accompagnarci alla stessa maniera nelle imprese piratesche.
 Menzione d’onore per i tantissimi e divertentissimi canti, 
che allieteranno le nostre ore di navigazione a suon di improperi, 
amor patrio e volgarità assortite. Meno impeccabile di quanto 
ci aspettavamo, invece, il doppiaggio italiano. Francesco 
Pannofino ed Alessandro Capra su tutti svolgono un ottimo 
lavoro di caratterizzazione vocale per quel che riguarda 
Barbanera ed Edward, ma lo stesso non si può dire per
 tutti gli altri. Charles Vane presenta ad esempio una 
voce chiaramente forzata e poco espressiva.
Assassin’s Creed 4: Black Flag è senza ombra di dubbio uno
 dei migliori esponenti della saga. Ubisoft ha lavorato bene
 soprattutto nella caratterizzazione di protagonisti e comprimari,
 vicende ed ambientazione, che contribuiscono in egual misura
 a mantenere alto il tasso d’immersione e coinvolgimento.
 Ludicamente parlando puntare tutto sulla valorizzazione della
 componente free roaming ha dato per buona parte i suoi 
frutti, mostrandoci un episodio dalle dinamiche vivaci. 
Un capitolo tra i migliori e più completi della saga, che
 unisce alle venti ore di main quest almeno altrettante di 
“impegni collaterali” perfettamente integrati. Peccato solo
 che i difetti legati al combat system ed una struttura non
 sempre interessante degli incarichi principali non permettano 
a Black Flag, dopo tutti questi anni, di brillare come potrebbe,
 lasciandolo a pochi centimetri dalla vetta. Il trascinarsi 
di difetti storici e la stanchezza di determinate soluzioni non
 oscura in ogni caso un risultato estremamente positivo, 
valorizzato da una versione Playstation 4 che, in attesa 
del riscontro PC, dimostra un colpo d'occhio solido anche 
se non miracoloso.
Se siete dunque tra gli indecisi e non sapete letteralmente
 che pesci pigliare in ottica Next-Gen, noi non possiamo far 
altro che consigliarvi un’avventurosa navigata nei mari di
 Black Flag.

VOTO GLOBALE 8.7



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