martedì 8 ottobre 2013

Pokémon X e Y - Recensione


Via Progresso è il nome di uno dei primi percorsi di Pokémon X e Y. Progresso: un treno cheNintendo e Game Freak hanno deciso di prendere in concomitanza con il debutto della serie suNintendo 3DS. Step by step, i mostriciattoli tascabili si sono avvicinati alla terza dimensione, prima con qualche ambientazione "in rilievo" (Diamante e Perla), poi con arzigogolati giochi di telecamera (Pokémon Bianco e Nero).
La nuova generazione, che debutterà in tutto il mondo il 12 Ottobre, sfocia finalmente sul viale del progresso rivedendo la rappresentazione grafica là dove è il cuore dei Pokémon: le battaglie 1 contro 1. Sotto questo punto di vista il team di sviluppo è veramente ripartito dalle basi, rivedendo con discreto risultati sia la componente scenografica che il bilanciamento tra i diversi tipi.
Ci sono anche parecchie novità sotto il profilo della trama, del sistema di allenamento e level-up, dell'estensione del mondo di gioco, ma dopo aver trascorso a Kalos un buon numero di ore le molte aggiunte non sono riuscite a dipingere nella nostra mente la tanto auspicata rivoluzione del franchise promessaci ai tempi dell'annuncio.

L'impatto iniziale è di quelli difficili da scordare! Sbrigate la consuete formalità, la schermata di gioco inquadra dall'alto il ridente Borgo Bozzetto per poi farsi un volo all'interno della nostra cameretta, dove il/la protagonista sta zeldianamente dormendo. Letto, Wii U, scaffali zeppi di libri sono sempre al solito posto, ma la nuova confezione grafica lascia intendere una netta cesura con il passato. Cesura confermata dalla rappresentazione tridimensionale della casa nella quale ci siamo appena trasferiti (nostra madre è una ex campionessa di Formula Rhyhorn) e dalla presenza - udite udite - di cut scene in alcuni momenti clou dell'avventura.
La trama descrive come di consueto il viaggio di formazione del giocatore alla scoperta del Pokémondo, con l'obiettivo principe di diventare il più grande allenatore della regione di Kalos. Questa volta, però, avremo dalla nostra parte non solo un/una Rivale, ma traendo spunto dall'anime anche altri 3 amici che insieme a noi lasceranno il luogo natio e con una certa frequenza li reincontreremo ora per lottare ora per scambiare quattro chiacchiere con qualche personaggione Poké. Già perchè il professor Platan in principio di avventura non ci chiede semplicemente di completare l'intero Pokédex, ma è anche curioso di saperne di più circa un fenomeno scoperto di recente: la Megaevoluzione!
A metterci i bastoni tra le ruote il Team Flare: ma la sua statura è decisamente debole e il nuovo ordine mondiale che immaginano, fondato su premesse che scricchiolano. L'esperienza con il Team Magma e Idro di Rubino e Zaffiro resta ancora insuperata nel ventaglio delle avventure Pokémon.
La regione di Kalos è senza mezzi termini la più estesa tra quelle architettate da Game Freak. Replicando il Nord della Francia, ci si imbatte in paesaggi alquanto vari. Borgo Bozzetto e Rio Acquerello sono ridenti località fluviali, ma già Luminopoli (il corrispettivo di Parigi) è una metropoli densa di attrazioni, con una propria rete di trasporti (di Taxi e di Pokémon), maxi-schermi sui grattacieli nemmeno fossimo a Tokyo e un numero pazzesco di negozi, café, shop.
Si passa quindi alla zona costiera, una versione esotica di Bretagna e Normandia: lungo questo tratto marittimo, non si incontrano arcipelaghi degni di questo nome, ma tra menhir, castelli antichi e reggie nobiliari si trova un po' di tutto. Ciliegina sulla torta la Torre Maestra, maestosa costruzione eretta su un atollo collegato da una timida strada alla terra ferma: e la mente corre subito a Mont Saint Michel!
Infine, si transita tra città in bilico tra campagna (con tanto di mulini a vento), pianura e montagna (perennemente gelate, è ovvio!). La varietà come vedete è in linea con i precedenti episodi, ma di Kalos ci ha seriamente stupito la vastità e l'impressionante estensione. Tali circostanze peraltro non appesantiscono il ritmo di gioco, che anzi si dimostra più snello che in passato: percorsi da una città all'altra più brevi, caverne con al centro un PNG pronto a ricaricare le energie della squadra, allenatori pochi ma competitivi, alberi da tagliare, massi da spostare e rocce da spaccare solamente per avventurarsi in strade secondarie, così da non dover per forza insegnare mosse MN dallo scarso apporto durante le battaglie a Pokémon in squadra!
Attraverso tali minuzie Game Freak dimostra di aver lavorato decisamente sul bilanciamento generale dell'avventura, che ora riflette un dinamismo maggiore e situazioni meno frustranti (no colonne di allenatori!). Un vero toccasana per una serie che fino al capitolo scorso faticava a mettere in discussione certi capisaldi, mentre ora è quantomeno avviata sulla strada di un revisione delle meccaniche.
EVOLUZIONE

Senza ombra di dubbio il team di sviluppo ha concentrato gli sforzi maggiori nella ridefinizione del sistema di combattimento. Non ci sono scappatoie che tengano, né facciate grafico/tecniche come giustificazione: Pokémon X e Y fanno lottare in ciascuna battaglia due modelli di Pokémoncompletamente tridimensionali! A 10 anni da Pokémon Colosseum e qualcuno in più da Pokémon Stadium possiamo esclamare: habemus papam!
Vedere due mostriciattoli ripresi da varie angolazioni ed a graduali livelli di zoom scambiarsi con cortesia raggi, frustrate, ruggiti e botte-in-testa scalda il cuore. Come avevamo già notato in sede di preview, le animazioni non sempre evidenziano con efficacia l'avvenuto contatto fisico o il colpo accusato, ma il feedback visivo oltre a quello testuale offre una marcia in più e corrobora il percorso di avvicinamento alla rappresentazione della serie animata.
Ci duole ammettere come durante le lotte il frame rate cali drasticamente, mostrando rallentamenti non tanto in fase di esecuzione della mossa, ma incredibile a dirsi mentre si naviga all'interno dei menù o nelle pause tra un turno e l'altro!
Le novità delle Lotte Aeree o delle Orde di Pokémon ci sono parse risibili: entrambe si presentano con scarsa frequenza e quando lo fanno o risultano noiose (specie se il Pokémon in uso non vanta mosse capaci di infliggere danni a più creature contemporaneamente) oppure obbligano il giocatore ad allenare più Pokémon abili nel volo per poter fronteggiare a testa alta le squadriglie nemiche.
La difficoltà di gioco si attesta su livelli medi, obbligando qualunque tipologia di giocatore ad impegnarsi nel level up della propria squadra, sperimentando alchimie di gruppo e studiando punti di forza e di debolezza tra tipi di Pokémon. Interessante l'introduzione dei punti esperienza elargiti anche quando si cattura un mostriciattolo selvatico, mentre i minigame sul touch screen Super Allenamento Virtuale e Poké Io&te hanno sì un impatto sulle statistiche, ma un coefficiente di divertimento ludico molto basso.
Da non sottovalutare il Castello Lotta sulla strada per Altoripoli, il quale offre a qualsiasi ora allenatori freschi organizzati secondi gradi nobiliari con cui misurarci: una opzione aggiuntiva proposta durante le prime ore di avventura e capace di sopperire ad un numero piuttosto basso di allenatori presenti lungo i percorsi.
Preparando la recensione non abbiamo avuto modo di sperimentare la Mega Evoluzione di ciascun Pokémon sensibile all'effetto delle Mega Pietre, ma l'idea che ci siamo fatti è che tale potenziamento temporaneo avrà un impatto dannoso sul gameplay. In poche parole, i giocatori tenderanno a far evolvere solamente quelle creature che beneficeranno di tale potenziamento, scartandone molti altri meritevoli di allenamento: sopratutto in un ottica online o torneistica, tale nuova meccanica potrebbe avere spiacevoli conseguenze sul bilanciamento. Staremo a vedere quando i server di gioco entreranno a pieno regime.
NUOVO STILE
La veste grafica 3D di Pokémon X e Y rinegozia la maggior parte degli assunti dei passati episodi. Durante le sequenze esplorative si possono beneficiare di effetti simpatici e un minor impressionismo nella costruzioni di scenari naturali ed architetture: benchè la telecamera sia ancora una volta fissa, essa cambia spesso di posizione mettendo in luce angolazioni differenti di una medesima scena. Proseguendo sulla scia di Pokémon Bianco e Nero 2 spesso ci si imbatte in superfici in cui specchiarsi, cicli stagionali e giorno/notte (sincronizzati con l'orologio interno del Nintendo 3DS) e animazioni ben concatenate tali da rendere gli spostamenti sui pattini o in bicicletta realmente entusiasmanti.
Durante i combattimenti il rinnovato motore grafico si traduce in nuove prospettive visive, che coinvolgono anzitutto i modelli poligonali delle creature, ma poi si estendono agli effetti particellari delle mosse, alle foglie che cadono all'interno dell'arena, alla sabbia che scorre sospinta da un venticello, alla ripresa degli elementi caratteristici di una città o di un percorso.
Peccato solo che la stereoscopia è veramente sfruttata malissimo e in maniera poco onesta nei confronti del giocatore. Complice il lancio concomitante del Nintendo 2DS, che per chi non lo sapesse non presenta alcuno schermo 3D, Game Freak ha pensato bene di non offrire alcun effetto stereoscopico né durante l'esplorazione, né durante i dialoghi, ma solamente in occasione delle brevissime cut scene e sopratutto dei combattimenti, con le nefaste conseguenze sul frame rate cui si accennava in precedenza.


L'intera avventura è completamente localizzata in italiano: tutte le linee di testo sono contraddistinte dalla coerenza e simpatia che siamo soliti ritrovare nelle produzioni Nintendo. Il sonoro soffre di qualche riciclo di troppo, specie nei temi tipici della serie (vedi il Pokémon Center), anche se si risolleva nelle discrete campionature dei versi dei Pokémon e in qualche melodia degna di nota (citiamo quella durante le lotte contro i Capipalestra e quella in sottofondo agli incontri con il professor Platan).
Incalcolabile il numero di ore di gioco. Sia che vi dedichiate al completamento del Pokédex (a proposito, Kalos è talmente vasta che ne ha 3!), sia al potenziamento della squadra in vista delle battaglie online il numero di ore necessarie supererà abbondantemente le 40. Ci sono talmente tante cose da fare e da scovare, che si ha l'impressione che il gioco cominci veramente una volta sconfitta la Lega Pokémon, ovvero quando si ha libertà di gironzolare senza impedimenti dettati dalla trama.

Pokémon X e Y sono prossimi all'uscita sugli scaffali, per la prima volta in contemporanea mondiale. Game Freak ha voluto abbandonare qualsiasi reminiscenza bidimensionale, abbracciando in toto la terza dimensione sopratutto nella rappresentazione delle battaglie: la transizione ci ha convinto, anche se la stereoscopia è il più delle volte non disponibile e si notano con frequenza cali di frame rate.
Le nuove avventure portano con sé alcune novità, modifiche e piccoli accorgimenti al gameplay: ci sono importanti revisioni al bilanciamento nel sistema di esperienza, qualche deprecabile variazione nella struttura delle battaglie (futili le Lotte Volanti o contro le Orde di Pokémon) e sopratutto il sistema delle Mega Evoluzioni tutto da scoprire.
La regione di Kalos è immensa e porta con sé una pletora di cittadine, collegate da percorsi brevi ma caratteristici. C'è una marea di cose da fare, tra assemblare una squadra capace di sbaragliare qualsiasi avversario al completare almeno uno dei 3 Pokédex. Rispetto a Pokémon Bianco e Nero 2 ci troviamo su un piano qualitativo ben maggiore: a questo giro non ci troviamo dinnanzi ad un more of the same, ma ad un importante sebbene non lunghissimo passo avanti sulla via del progresso.


VOTO GLOBALE 7.8

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